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03 | 09 | 2010
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Borgomanero nuovamente vittima delle bufale di Brunetta Stampa E-mail

Un anno fa, più o meno in questo periodo, il Comune di Borgomanero era stato portato alla ribalta dai maldestri annunci del ministro Brunetta sui mirabolanti effetti della sua campagna "anti fannulloni", sembrava che le assenze si fossero miracolosamente e drasticamente ridotte. La verità era un'altra, e un po' di attenzione ai dati avrebbe evitato figuracce e ingiuste accuse. Ma il ministro è recidivo, nonostante recentemente abbia dovuto ammettere che il presunto effetto taumaturgico dei suoi provvedimenti è già svanito, insiste a sparare tabele con numeri mirabolanti. Vittime nuovamente i dipendenti del comune di Borgomanero il cui assenteismo secondo il sito del ministero è aumentato del 4200%, cioè 42 volte di più rispetto all'anno scorso! che succede? Palazzo Tornielli è rimasto deserto per un mese intero? naturalmente no, anzi le assenze a Borgomanero continuano a essere molto basse come spiega un rappresentate sindacale, Marco Gianone. «Si è creata una situazione paradossale che, col criterio utilizzato da Roma, a nostro avviso assolutamente sbagliato o comunque parziale, ci penalizza gravemente. Nel settembre del 2008 avevamo fatto registrare una sorta di record nazionale, con una sola assenza: in quell’occasione però fummo considerati quasi delle persone che avevano dovuto recuperare le assenze dell’anno precedente, il che non era affatto vero, perchè abbiamo sempre avuto un livello di assenze molto basso. Adesso, col settembre 2009, le assenze sono tornate su livelli più fisiologici, comunque sempre molto bassi, ma di fronte all’exploit dell’anno scorso, c’è un aumento percentuale elevato». Anche il sindaco Tinivella difende i dipendenti, definendoli "persone responsabili ed estremamente attive".

Di seguito il testo dell'articolo della Stampa del 6 novembre.

Il ministro Brunetta colpisce ancora: i dipendenti comunali di Borgomanero si
ritrovano con un aumento dell’assenteismo del 4200%. «L’indicatore è fasullo -
replicano - in realtà i lavoratori del Comune sono tra i più attivi a livello
nazionale».
I fatti. L’anno scorso il sito del ministero della Pubblica Amministrazione aveva
preso di mira il tasso di assenteismo dei dipendenti comunali. Quest’anno il fatto
si ripete, e tra gli enti pubblici del Piemonte, nel confronto tra le assenze tra il
mese di settembre 2008 e il mese di settembre di quest’anno, spicca la
percentuale del Comune di Borgomanero.
Se però si verificano i dati forniti dal municipio si nota subito che nella percentuale
elaborata dal ministero qualcosa non torna: i dipendenti comunali sono 119, e a
settembre hanno totalizzato 147 assenze, escluse quelle per ferie, con una
percentuale di assenza del 5,51%, che resta tra le più basse a livello nazionale,
contro 2.666 giorni lavorativi. Perché il ministero segnala una percentuale in
aumento così vistosa? Lo spiega un dirigente comunale, rappresentante
sindacale, Marco Gianone. «Si è creata una situazione paradossale che, col criterio utilizzato da Roma, a nostro avviso
assolutamente sbagliato o comunque parziale, ci penalizza gravemente. Nel settembre del 2008 avevamo fatto registrare
una sorta di record nazionale, con una sola assenza: in quell’occasione però fummo considerati quasi delle persone che
avevano dovuto recuperare le assenze dell’anno precedente, il che non era affatto vero, perchè abbiamo sempre avuto
un livello di assenze molto basso. Adesso, col settembre 2009, le assenze sono tornate su livelli più fisiologici, comunque
sempre molto bassi, ma di fronte all’exploit dell’anno scorso, c’è un aumento percentuale elevato». Il sito ministeriale si
limita a fornire la percentuale, senza dire i giorni effettivi di assenza, così un Comune virtuoso si ritrova catapultato tra
quelli assenteisti. «Un metodo scorretto - denunciano i dipendenti pubblici -, che falsa la realtà. Abbiamo già scritto una
lettera al ministro Renato Brunetta per segnalare che bisogna correggere il metodo».\«Se c’è una categoria di persone a
cui va la mia riconoscenza per i servizi resi, è quella dei dipendenti comunali: persone responsabili ed estremamente
attive», parola del sindaco Anna Tinivella. La rappresentanza sindacale dei dipendenti fa osservare come i dati indichino
che «a Borgomanero si lavora sodo, e la percentuale delle assenze è molto bassa». Nei primi nove mesi del 2009 la
percentuale di assenze per malattia, maternità o problemi personali improvvisi, è sempre stata inferiore al 10%, che
rappresenta la media nazionale di assenza agli enti locali. Anche nel mese con le maggiori assenze, gennaio, si è toccato
appena il 9,16%. Molti mesi sono stati inferiori al 7% di assenza, a maggio si è scesi al 5,28%. «Il ministro Brunetta - dice
Donato Gianone - confronti i nostri giorni di assenze con quelli di altri Comuni, e a quel punto si vedrà che il nostro è tra i
migliori d’Italia». \

 

Commenti  

 
# 10%?uno che lavora 2009-11-15 03:20
il 10% di assenze?

io avrò fatto si e no 10 assenze dal mio lavoro negli ultimi 10 anni... cosa mi devono dare, la medaglia al valore civile?

saluti!
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# Che dati possiamo comparare?Un "fannullone" 2009-11-15 19:17
Purtroppo quella gran scienza del Brunetta ha imposto ai comuni di indicare tutti i tipi di assenza (malattia, ferie, maternità, aspettativa non retribuita, legge 104, ecc.). A tutte queste assenze si riferisce la percentuale del 10% citata nell’articolo. Queste si possono confrontare tra i vari comuni italiani, nella sezione dei siti web, alla voce “Operazione trasparenza”, insieme agli stipendi di segretari comunali e dirigenti. Giusto per non fare di ogni erba un fascio ...
Un augurio di conservare la tua salute di ferro!
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# Buoni e cattiviBerto 2009-12-01 18:06
Chi sono i bravi e chi i cattivi?
Ho controllato i dati presenti sul sito della funzione pubblica ed effettivamente esistono soltanto le percentuali di aumento o diminuzione delle assenze per malattia (il mese di ottobre 2008 confrontato con quello di ottobre 2009) non i valori assoluti. Ciò vuol dire che quei dati nulla dicono sul reale tasso di assenteismo degli enti citati.
Mi spiego. C’è un comune di 100 dipendenti che l’anno scorso ha fatto un giorno di malattia e quest’anno ne ha fatti 5 relativamente al mese di ottobre. Di sicuro c’è stato un aumento del 400% ma altrettanto sicuramente non c’è grande assenteismo perché la media di giorni di assenza è 0,05 (numero di giorni di assenza diviso per il numero dei dipendenti).
Immaginiamo invece un ente un po’ più grande (un ministero, per esempio) con 1.000 dipendenti che facevano l’anno scorso 1.000 giorni di malattia e quest’anno ne fanno 900, sempre relativamente al mese di ottobre. Questi sembrerebbero virtuosi nelle classifiche di Brunetta: hanno infatti avuto un calo del 10%. Però se guardiamo i numeri ci accorgiamo che la media di assenze è 0,9 giorni a dipendente; ben superiore allo 0,05 del comune citato in precedenza.
La trasparenza dell’inutile.
La trasparenza è un valore assoluto. Ma se Brunetta ha reso trasparenti dei dati inutili, cosa dobbiamo dire della sua azione?
Mi spiego: ho cercato sui siti degli enti pubblici i dati relativi alle assenze e ho scoperto che effettivamente vengono pubblicati i dati relativi alle assenze a qualunque titolo effettuate. Le ferie valgono come la malattia, la maternità come l’aspettativa non retribuita, i permessi per donare il sangue come i giorni di assenza per curare un familiare disabile. E tutto ciò a norma di legge: la legge Brunetta (legge 18 giugno 2009, n. 69, art. 21).
Ma se la battaglia è contro chi abusa della malattia, perché mescolare ogni tipo di assenza? Perché pubblicare dei dati che, ancora una volta, nulla dicono sull’effettivo tasso di assenteismo per malattia dei vari enti pubblici?
Forse perché va bene la trasparenza ma non sia mai che qualcuno attraverso la consultazione dei dati pubblicati possa farsi una idea sugli enti più “fannulloni”.
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