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03 | 09 | 2010
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Pronto Soccorso di Arona: abbiamo perso l’ultimo treno? Stampa E-mail

Si avvicinano le elezioni comunali aronesi e si riaccende il dibattito intorno al destino del Pronto Soccorso e dell’ospedale di Arona. Può essere utile ricordare le tappe di questa vicenda. Alcuni anni fa, in seguito all’unione delle due U.S.L. 53 e 54 di Arona e Borgomanero, era stato deciso il ridimensionamento dell’ospedale di Arona, in particolare con la chiusura del Pronto Soccorso (P.S.). I motivi addotti erano diversi. Tra questi, la carenza di spazi, ma soprattutto si riteneva più opportuno concentrare tutto il servizio di emergenza a Borgomanero, già sede di D.E.A. (Dipartimento Emergenza Accettazione), date le esigenze di sicurezza imposte dalla necessità di offrire la migliore assistenza possibile secondo l’evoluzione scientifica e tecnologica.
A quel punto gli aronesi più sensibili e attenti si attivarono per bloccare la chiusura del P.S. e costituirono un comitato apolitico in cui confluivano anche rappresentanti dei Comuni limitrofi. Non si trattava solamente di una questione di “campanile”, ma di salvaguardare le esigenze specifiche di una località turistica come Arona.
I rappresentanti di questo comitato, guidati dall’allora sindaco di Arona, Mario Velati, si rivolsero all’assessorato regionale della Sanità e ottennero che il P.S. non venisse chiuso. Successivamente si attivarono perché l’edificio attiguo all’ospedale, la “Casa Bocchetta”, venisse acquistato per consentire i necessari ampliamenti. La Regione acquistò l’edificio e dopo qualche anno concesse i primi finanziamenti per la sua ristrutturazione.
Nel frattempo sono successe molte cose: sono cambiati gli amministratori comunali, regionali e soprattutto i dirigenti dell’A.S.L., i quali - senza rimangiarsi le promesse fatte -, non hanno però migliorato la situazione, ma hanno impoverito le già scarse risorse dell’ospedale che non ha quasi più medici da fornire a rotazione al P.S. Infatti, i turni di guardia vengono effettuati da medici non dipendenti, ma retribuiti “a gettone”. I dirigenti hanno permesso che il Laboratorio analisi venisse praticamente smantellato, lasciando un solo tecnico nelle ore diurne, dal lunedì al sabato mattina, per l’esecuzione degli esami più semplici. Inoltre, con il pretesto della mancanza di spazio, il reparto di Radiologia non è stato dotato delle strutture oggi indispensabili anche in un piccolo ospedale. I reparti di Medicina, Chirurgia e Traumatologia, che normalmente costituiscono l’ossatura di una struttura ospedaliera, sono diventati “dependance” dei corrispettivi reparti dell’ospedale di Borgomanero, senza dimenticare i reparti di Ostetricia e Ginecologia e Pediatria erano già stati smantellati, questo nonostante l’impegno profuso con entusiasmo da medici e infermieri. Più o meno la stessa sorte è toccata al servizio di Endoscopia digestiva e di Oncologia.
In una situazione del genere, il P.S. è stato declassato a “Punto di Primo Soccorso”, che è un modo elegante per difendersi da eventuali proteste dei pazienti, utenti inconsapevoli della misera situazione, ed eventualmente tutelarsi sul piano medico-legale. Nel frattempo i viaggi in autoambulanza per il trasferimento dei pazienti più o meno critici è aumentato a dismisura, con costi non certo indifferenti. A questo va aggiunto lo sgradevole spettacolo di Casa Bocchetta, da anni ormai avvolta da costose impalcature e in attesa di lavori che non iniziano mai. E pochi conoscono i progetti per la destinazione di questo edificio: non sono stati resi noti né agli addetti ai lavori, né agli amministratori locali.
A chi attribuire le responsabilità di tutto questo? Alla Regione, che già voleva smantellare il P.S. otto anni fa? Alle amministrazioni comunali di Arona e dintorni, che forse non si sono date da fare con zelo sufficiente per far rispettare le promesse fatte allora? All’amministrazione dell’A.S.L., che con disinvoltura ha proseguito nella sua politica di risparmio, ha considerato l’ospedale di Arona solo come serbatoio di spazi per ciò che non può essere fatto a Borgomanero? Celebre la frase “evitiamo inutili doppioni”, con cui si è demolito anche ciò che ha sempre funzionato bene, talvolta meglio che a Borgomanero e si è lasciato che l’ospedale di Borgomanero (soprattutto il D.E.A.) si facesse carico di gran parte dei problemi medico-chirurgici che per tanti anni erano stati distribuiti in entrambi gli ospedali.
Forse queste erano le scelte più giuste o forse erano obbligate, ma la conclusione, vista da chi aveva lottato per conservare il P.S., non può che avere l’amaro sapore della sconfitta e della presa in giro. Ci sono ancora speranze? Probabilmente è troppo tardi.

 

Commenti  

 
# E' FACILE FARE DEMAGOGIABarone Von Ungern 2009-12-05 14:40
Il suddetto articolo è demagogia allo stato puro.
Innanzitutto il cosiddetto “comitato salviamo il pronto soccorso” non si è mai capito da chi e da quante persone fosse composto. Ma prescindere da questo si sa che hanno raccolto migliaia di firme. Certamente, ma va anche detto che porre un quesito formulato alla “Catalano”, “volete che il Pronto Soccorso di Arona chiuda o che rimanga aperto e “potenziato?” è come chiedere a uno se per lui è meglio star bene in salute o essere malato.
La verità è che la questione così posta è semplicemente mal posta. Infatti si dovrebbe precisare che “potenziare” un Pronto Soccorso non significa metterci qualche specialista che agisca da supporto al medico di guardia ed allargare gli spazi utilizzando quelli a disposizione di casa Bocchetta, bensì realizzare un contesto nel quale il Pronto Soccorso sia parte integrante di un’organizzazione strutturale in cui vi siano dei reparti e servizi che siano in grado di far fronte all’urgenza.
Ora non esistono in Italia due ospedali che distino appena 11 km l’uno dall’altro che siano dotati ambedue delle medesime strutture di Medicina e Chirurgia d’urgenza (con relativi reparti di rianimazione, unità coronariche, urgenze traumatologiche, ecc).
Quindi parlare di “potenziamento” del Pronto Soccorso è fare demagogia e basta utilizzando il falso pretesto che Arona è una località che specialmente d’estate viene presa d’assalto da improbabili “turisti”. E chi sarebbero poi questi “turisti”, quelle torme di individui accaldati in canottiera e ciabatte che coi loro pargoli urlanti sciamano per Arona consumando le untuose cibarie dei loro fagotti standosene stravaccati nei giardinetti? Oppure i turisti sarebbero quei “privilegiati” che hanno a dimora tutto l’anno nei campeggi della zona di Arona “yurte” e roulottes che utilizzano come “seconda” casa in estate ed in ogni fine settimana?
Oppure ancora “turisti” sono quei balordi che di notte “calano” su Arona per ritrovarsi in certi localacci per deliziare il sonno dei cittadini perbene con urla, schiamazzi ed il rumore derivante dei loro atti vandalici?
A parte il fatto che di questi “turisti” i cittadini di Arona farebbero volentieri a meno vi è da considerare che a Stresa, località che vanta ben altro livello di turismo, elitario ed internazionale, non vi è nepppure un Punto di Primo Soccorso, dovendosi per qualunque necessità rivolgersi a Verbania che dista 15 Km.
Tanto per restare in ambito turistico va considerato che in Liguria i comprensori di Sestri Levante, Chiavari, S. Margherita, Portofino e Rapallo, fanno riferimento per le urgenze ad un solo ospedale sede di DEA, quello di Lavagna.
La verità pertanto è che l’amministrazione dell’ASL fa già un enorme sforzo per tenere aperto un Punto di primo soccorso ad Arona, poichè per le urgenze a pochi minuti, impiegando meno tempo di quanto si impiega in una città di medie dimensioni, vi è già un Ospedale adeguatamente attrezzato.
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# PRONTO SOCCORSO AD ARONAARONESE 2009-12-27 12:27
Non sono un esperto di medicina, ma cerco di ragionare da utente.
Capisco che non esiste la massa critica come numero di abitanti per avere due strutture di pronto soccorso efficienti e attrezzate piuttosto vicine e i costi non sarebbero sostenibili. (ma sarà proprio vero ?). Considerato che la maggior parte delle lunghissime code con ore in attesa ai vari pronto soccorso sono codici bianchi o verdi, mi domando se avrebbe senso costituire una struttura ad Arona in grado di gestire i codici bianchi e la maggior parte di codici verdi ? Non richiederebbe centri di rianimazione con attrezzature sofisticate o sale operatorie attrezzate per la chirurgia d'urgenza. Potrebbe allentare la pressione su Borgomanero. I casi urgenti (codici gialli e rossi) per la maggior parte dei casi transitano dalle chiamate al 118 e quindi gli operatori con la loro professionalità e competenza penso che siano già in grado di effettuare una prima valutazione della gravità e decidere dove dirottare l'ambulanza. Credo che in termini tecnici si chiami "triage". Casi gravi quando accertati possono sempre essere dirottati da Arona a Borgomanero o Novara con le ambulanze attrezzate. Con questa soluzione (ritengo a costi e complessità organizzative più che accettabili), una colica renale, una ferita che richiede qualche punto di sutura, una piccola frattura, un bambino con la febbre alta e con i genitori in panico, e casi simili potrebbero trovare un punto di assistenza sanitaria immediato e facilmente accessibile, senza dover affrontare un viaggio di diversi chilometri e lunghe ore di attesa.
E' una sciocchezza o potrebbe essere una soluzione di buon senso da valutare ?
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# la soluzione c'è giàBARONE VON UNGERN 2010-01-07 15:22
Il commentatore Aronese non ha detto un sciocchezza, la soluzione che propone è di buon senso e non è neppure da valutare in quanto esiste già ed è il “punto di primo soccorso” che NON è una declassazione dell’ex Pronto Soccorso perché un Pronto Soccorso DEVE avere delle caratteristiche che quello di Arona semplicemente non aveva per cui non si poteva continuare a chiamarlo “Pronto Soccorso”. Tutto qui.
Per il resto ad Arona dovrebbero accedere appunto tutte quelle patologie da codice bianco e verde a cui faceva riferimento l’utente Aronese. Nel caso in cui afferiscono patologie più impegnative (i codici gialli e rossi) questi previa valutazione del caso vengono poi trasferiti (con ambulanza del 118) a Borgomanero. E non sono certo questi i costi che incidono sulla spesa sanitaria!
Poi se qualche utente con codice bianco o verde preferisce sua sponte rivolgersi a Borgomanero,e giustamente aspetta anche delle ore prima di essere valutato, questo è un problema suo dipendente unicamente da una sua scelta. Il Pronto Soccorso DEVE per prima cosa curare i casi gravi non certo colpi di frusta inventati di gente che si presenta allegramente e disinvoltamente in PS unicamente per avere il referto per intascarsi i soldi dall’assicurazione o perché NON VUOLE aspettare il giorno dopo per recarsi dal curante per un mal di schiena che ha da 10 giorni.
La verità è che oggi molta, troppa gente abusa del Pronto Soccorso; basti pensare che ci sono genitori che portano il proprio bambino in Pronto Soccorso OGNI VOLTA che manifesta un banale forma da raffreddamento ed alcuni di questi genitori sono dei veri recordmen degli accessi in P.S., fino a 20-30 accessi all’anno. Sono questi i costi che incidono. Logico che poi ci siano anche gli intasamenti.
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