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07 | 09 | 2010
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cultura



All'ombra del campanili del Cusio Stampa E-mail
Pella. Un emozionante «itinerario sentimentale, naturalistico e di riscoperta di luoghi ed angoli che lo sguardo distratto e frettoloso del vivere frenetico quotidiano raramente coglie», «concentrando l'attenzione sulle torri campanarie che fanno da corona a questo straordinario specchio d'acqua». Proprio ai campanili è dedicata l'ultima iniziativa editoriale cusiana, che sarà presentata sabato 26 giugno, alle 17.30, presso la sala polivalente delle ex scuole elementari di Pella. Non solo l'elemento architettonico che domina il paesaggio quieto dei nostri borghi, ma anche vero simbolo di appartenenza ad un territorio e ad una comunità locale, con la sua storia collettiva, la sua cultura, il vissuto, i ricordi e la cultura del luogo di origine di ciascuno di noi. La pubblicazione raccoglie sessantadue pregevoli opere del maestro omegnese Orlando Piazza, il cui tratto elegante e sereno sposa  le trasparenze e le delicate velature dell'acquerello in un itinerario tra natura e poesia «All'ombra dei campanili». L'evento è organizzato dal comune di Pella e dall'associazione culturale “Famiglia Alzese”, con la partecipazione dell'Ecomuseo del lago d'Orta e Mottarone. Relatore della serata sarà il professor Dorino Tuniz. La partecipazione è libera.
 
Premio giornalistico “Piero Piazzano” a Federico Ferrazza, Sabato la cerimonia Stampa E-mail
Sabato 22 maggio all’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”, nona edizione del Premio giornalistico “Piero Piazzano” Convegno pubblico su “Risorse e rischi per l’uomo e per l’ambiente di domani” Il premio assegnato al giornalista romano Federico Ferrazza.
Il Premio “Piero Piazzano” di giornalismo scientifico e il convegno che ne precede la consegna sono giunti nel 2010 alla nona edizione, confermandosi un ormai tradizionale appuntamento nella vita culturale del Novarese.
Quest’anno l’associazione culturale “Piero Piazzano”, che fin dalla prima edizione organizza i due eventi col concorso dell’Università del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro”, ha scelto di approfondire un argomento di assoluta attualità: il rapporto uomo-ambiente, concepito nella chiave della nostra alimentazione e delle risorse alimentari del pianeta Terra.
Soprattutto in Italia, un’agricoltura vecchia di millenni ha elaborato tradizioni gastronomiche legate a un certo modo di vivere e di rispettare il territorio. Quando questo rispetto viene meno, come nel caso dell’eccessivo ricorso ai pesticidi, immediatamente la popolazione paga un prezzo in termini di minore qualità dei prodotti e di rischi sanitari, talvolta collegati all’inquinamento delle risorse idriche. Dunque difendere la natura è difendere la nostra salute. Su questa affermazione di principio, si innesta oggi un dibattito complesso e per certi aspetti drammatico: accettare o no il ricorso agli organismi geneticamente modificati, maggiormente noti con l’acrostico di OGM? L’Unione europea ha recentemente deciso di autorizzare gli OGM nel caso di alcune produzioni agricole, come una patata destinata a costituire una materia prima a uso industriale. È possibile limitare gli OGM a settori ben precisi o, al contrario, il loro dilagare in Europa sarà inevitabile, una volta apertasi una falla nel nostro muro protettivo? È vero o no che le agricolture più ricche di qualità e di tradizioni, come la nostra, rischiano di
 
POVERO GARIBALDI E POVERI GARIBALDINI! Stampa E-mail
Una delegazione borgomanerese prenderà parte alle celebrazioni della battaglia di Calatafimi durante la quale, il 15 maggio 1860, cadde il concittadino Costantino Pagani. Un onore inatteso per il nostro borgo, strillano i giornali, ma chi si ricorda più del tenente dei Mille? Se un borgomanerese di oggi dovesse raccontare, davanti al cippo di Pianto Romano, chi era quel giovane garibaldino venuto lì a morire da tanto lontano, cosa direbbe mai? Eppure, quel nome avrebbe potuto rendere illustre Borgomanero almeno per un secolo, cioè fino a quando il ricordo di Garibaldi si è mantenuto vivo. Eppure, quel nome sarebbe stato accolto nel famedio di molte città con orgoglio e con uno spirito ben diverso di quello che i borgomaneresi hanno manifestato. Invece, è stato ben presto dimenticato e rimosso. Della sua vita, rimane una viuzza a lui intitolata, il moncone iniziale dell’antica via per Maggiate, una trentina di metri a senso unico che quasi nessuno percorre. Del suo sangue, e di quello degli altri concittadini che morirono durante il Risorgimento, rimane ancora una lapide dimenticata in un angolo in ombra dei portici dove aveva sede il vecchio palazzo comunale (foto di Angelo Vecchi). Come è potuto accadere tutto questo? Certamente, la memoria è una costruzione umana, appartiene sempre al presente ed è capricciosamente selettiva. Allora, bisognerebbe chiedersi come mai Pagani è stato presto sepolto sotto la polvere della dimenticanza mentre, per esempio, a un feroce squadrista e mediocre podestà si continuano a dedicare inopportuni salamelecchi, riverenti apologie o addirittura riconoscimenti “letterari”.
Costantino era figlio del farmacista Giovanni Battista Pagani (1805-1873) e di Paola Bolchini. Era nato a Borgomanero il 15 gennaio 1837. All’età di diciassette anni, si arruolò in fanteria dove raggiunse il grado di sergente. Al termine di una breve licenza, trascorsa sul finire della primavera del 1858 a Borgomanero, disertò. Tuttavia, pochi mesi dopo, alla notizia dei preparativi della seconda guerra d’indipendenza, raggiunse il corpo garibaldino dei Cacciatori delle Alpi nel quale si arruolò. Combatté al comando di Garibaldi nell’epico scontro di San Fermo, dove meritò la menzione onorevole. Dopo l’armistizio, passò alle truppe modenesi e parmensi dell’esercito della lega dell’Italia Centrale da cui diede le dimissioni per prendere parte alla spedizione dei Mille.
All’età di 23 anni, Pagani aveva ormai accumulato sei lunghi anni di esperienza militare e aveva respirato a pieni polmoni quel clima irripetibile e formidabile degli anni culminanti del Risorgimento nazionale. Per noi è difficile immaginare cosa sia stato quello straordinario impasto di romanticismo, di coraggio personale, di slancio giovanile e di passione civile e politica che condusse migliaia di giovani, accanto a qualche vecchio combattente dell’epoca napoleonica, ad alimentare il fenomeno del garibaldinismo e il mito dell’ Eroe dei Due Mondi. Un aneddoto novarese, narrato da
 
Gianrico Carofiglio a Borgomanero Stampa E-mail
Giovedì 13 maggio alle 18 e 30 a SpazioP"er (Borgomanero, parco della resistenza) un ospite d'eccezione: Gianrico Carofiglio presenterà i suoi ultimi successi: "LE PERFEZIONI PROVVISORIE e "NON ESISTE SAGGEZZA". Carofiglio, magistrato e senatore, è uno degli autori italiani di maggior successo degli ultimi anni. I suoi libri, spesso ambientati a Barisua città natale (celebre la serie dell'avvocato Guerrieri), sono già stati tradotti in molte lingue e ne sono stati tratte serie TV e prossimamente film. La scheda su wikipedia.
Potete segnalare l'evento anche su facebook.

 
Melodie in petali e rime a Gozzano Stampa E-mail
Un concerto veramente insolito a Gozzano Sabato 27 marzo 2010 - ore 21, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale, Gabriella PERUGINI suonerà Liuto rinascimentale e Vihuela affiancata dalla voce recitante di Yolanda CAPPELLETTI, Regia Gilda FERACO.

Passioni intrecciate riaggallate nella loro seducente a-temporalità dalle corde rinascimentali e dai versi di poetesse d’ogni tempo che Gabriella Perugini armonizza attraverso le suggestioni floreali. Le musiche in programma, eseguite con il liuto rinascimentale e la vihuela, risultante da un’accurata ricerca musicologica realizzata individuando, nel vasto repertorio liutistico e vihuelistico, brani con riferimenti a fiori e natura, composizioni spesso inedite di
 
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